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Il sapore delle madeleines… Giovedì, 14 Dicembre 2006

Posted by aladar in Uncategorized.
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“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? [...]All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

(Marcel Proust, Du côte de Chez Swann) 

A volte mi trovo a sentire odori, gusti che mi riportano all’infanzia o comunque a momenti della vita piuttosto spensierati. Questi ricordi organolettici, mi trasportano in luoghi lontani, mi fanno volare con il pensiero. Sono salti temporali anche piuttosto arditi; dal refettorio della scuola elementare, alle passeggiate in riva al mare fino ai pomeriggi passati a giocare con gli amici.

E’ fantastico quello che si scatena dentro di noi. Appena sentiamo un’odore o un gusto riconoscibile, ci fermiamo di colpo. Pensiamo intensamente quale sia l’evento da ricollegare a tale sensazione. Ed é vero che la memoria olfattiva é molto più efficace di quella linguistica. In effetti credo che tutte le memorie sensoriali siano molto più intense. Pensate solo ai rumori, i suoni, il gusto di qualcosa…..

Già il gusto…. A volte sono rimasto proprio deluso perché mi ricordavo un gusto di qualcosa che non mangiavo da tempo  e alla luce dei fatti quel gusto era scomparso, un po’ come “quel tempo”. Non capisco se perché sono cambiato io, il prodotto o se sia proprio uno slittamento percettivo obbligato. Cioé in soldoni, dopo un po’ di tempo la nostra percezione del gusto cambia per diversi fattori.

Ad esempio io desidererei rimangiare la pizza della “Perugina” dopo ben 25 anni perché la adoravo ed era fantastica…

Semmai dovesse capitarmi so pero’ che una eventuale delusione farebbe decadere 5 lustri di ricordi….

Vabbé , si vede che é ora di pranzo giusto?

E questa per il mio amico Gianlu (anche per Johnny va…)